Finalista al Premio Campiello, Stefano Adami racconta in Viva voce la sua rinascita dopo un ictus, intrecciando ironia, sogni e letteratura.
Lo scrittore e filosofo Stefano Adami è stato selezionato per il prestigioso Premio Campiello, uno dei più ambiti riconoscimenti letterari italiani, con il suo memoir Viva voce. L’opera, primo tassello di una trilogia, è un racconto intenso e profondamente personale che ripercorre la sua esperienza di riabilitazione dopo un ictus che lo ha colpito nel 2019.
Scritto in forma diaristica e con uno stile originale che alterna fluidità espressiva ed errori di battitura volutamente mantenuti, Viva voce è un viaggio tra dolore, consapevolezza e rinascita, dove ironia e riflessione si intrecciano con sogni, visioni e letture immaginate. Le opere di Céline e Bulgakov diventano compagne di un percorso che, giorno dopo giorno, conduce l’autore a ritrovare sé stesso. Il titolo stesso è una dichiarazione di resilienza: Adami afferma la propria voce dopo che molti lo avevano dato per morto.
La candidatura al Campiello rappresenta per lui un riconoscimento straordinario, un segnale che la sua scrittura ha saputo toccare lettori e critici. Oltre a questa opera autobiografica, Adami si è distinto anche per il suo contributo agli studi letterari, avendo co-scritto, insieme a un amico, un libro dedicato ai personaggi della Divina Commedia, a testimonianza del suo profondo legame con la tradizione letteraria italiana.
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